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April 09 Atlantide
La città di Atlantide ATLANTIDE Cos'è Atlantide? Comunemente si vuole indicare un ipotetico grande continente, esistito migliaia di anni fa e inabbissatosi in seguito a una serie di cataclismi, nell'area adesso occupata dall'oceano atlantico. L'idea di un continente perduto, scomparso e di cui si cercano le prove della reale esistenza, ha suscitato la nascita di mille miti e altrettante leggende, ma v'è da chiedersi - per porsi in un'ottica obiettiva nei confronti del problema - cosa c'è di vero, e quanto attendibili siano le eventuali fonti in nostro possesso. Tralasciamo, quindi, per il momento il discorso relativo a Cayce, definito il profeta di Atlantide, perché le sue rivelazioni contribuirono a far rinascere il mito, e spostiamoci indietro nella storia fino al V - IV secolo a.C.: l'epoca del filosofo greco Platone. Platone: Il primo a parlare di Atlantide Platone fu il primo a nominare questo continente in due suoi famosi dialoghi: Timeo e Crizia. <<[...] da che poi un'isola aveva innanzi dalla bocca, la quale chiamate voi colonne d'Ercole,ed era l'isola più grande che la Libia e l'Asia insieme, [...] era passaggio [...] a tutto il continente che è a dirimpetto. [...] Atlantide [...] teneva imperio sovra la Libia infino a Egitto, e sovra l'Europa infino a Tirrenia. [...] facendosi terremoti grandi e diluvii, sopravvenendo un dì ed una notte molto terribili, [...], e l'Atlantide isola [...] inabissando entro il mare, sì sparve. [...] ed è inesplorabile; essendo d'impedimento il profondo limo, il quale, all'inabissare dell'isola, si scommosse [...]>>. Trapelano quindi alcune informazioni preziose, che raccontano di una immensa civiltà - si presume ampiamente evoluta - che fu distrutta in un giorno ed una notte di cataclismi. La presenza di un continente perduto è comunque ravvisabile in diverse culture, sorte in epoche e luoghi molto diversi tra loro. Vediamo di schematizzare questo argomento. Il Mito di Atlantide I toltechi (popolazione messicana) sostenevano di discendere da una terra denominata Atlan o Aztlan (è solo una coincidenza la somiglianza dei nomi?). I Dakota (popolazione americana) sostengono che un tempo abitavano in un isola che sorgeva più a ovest della loro odierna nazione, un isola che poi fu sommersa. Nelle isole Antille, una leggenda narra di una distruzione in tutto e per tutto simile a quella che si riscontra nei racconti di Platone e Cayce. Anche nel Galles si tramanda una leggenda simile. Nel libro sacro dei Maya (altra popolazione sudamericana, controversa e misteriosa) si narra di una catastrofe, datata con precisione (i Maya erano degli esperti i termini di datazione), nella quale scomparve una civiltà. Quindi abbiamo diversi elementi, senza alcun nesso geografico, a meno che non si ammettesse davvero l'esistenza di una grande isola al centro dell'Atlantico, che fungesse da ponte tra il vecchio ed il nuovo continente. Ammettendo che tale isola sia esistita, che tipo di civiltà vi era? Che grado di evoluzione aveva raggiunto? Queste domande sono in parte soddisfatte dalle risposte che si possono evincere dalle "letture" di Cayce. L'importanza dell'esistenza di Atlantide Perché potrebbe essere oltremisura interessante appurare o meno l'esistenza di Atlantide? Per un semplice motivo: è ragionevole pensare che questa grande civiltà, nel giorno della catastrofe perse contemporaneamente tutti i sui abitanti? Nessuno si salvò? Nessuno per caso fortuito si trasse in salvo? Nessuno fu in grado di - malgrado la tecnologia che pare avessero - prevedere la catastrofe e approntare qualche rimedio? E' difficile ammettere che quel lontano giorno, tutto il sapere di una grande civiltà si perse, tutti i suoi abitanti morirono. In termini statistici è illogico. La statistica, si sa, è l'unica certezza di cui si dispone quando si sconoscono le regole che presiedono a determinati eventi. Cioè, in un determinato numero di casi, molto vicino alla totalità degli stessi, un determinato evento è prodotto da una determinata causa. Quindi, esaminando le più gravi catastrofi di cui abbiamo memoria, nessuna di queste ebbe una forza distruttiva tale da porre nel nulla ogni forma di vita, qualche superstite c'è stato sempre, eccezion fatta per alcuni incidenti aerei, che per loro natura e per il ristretto numero dei soggetti interessati risulta più facile il prodursi di un esito totalmente fatale. Quindi, ammettendo che da Atlantide qualcuno si salvò, è interessante sapere dove andò a ripararsi e presso quali popoli trovò rifugio? Gli sfuggiti alla catastrofe: i segreti archivi Secondo i resoconti di Edgar Cayce, non tutti gli abitanti di Atlantide morirono nella catastrofe. Alcuni fuggirono su imbarcazioni, altri - prevedendo i funesti eventi - si erano già trasferiti altrove, ma dove? Appare ragionevole supporre che, trovandosi Atlantide nell'Atlantico, i superstiti della catastrofe trovarono rifugio presso le coste che si affacciavano su quel mare. Ma non solo, Cayce afferma che essi trovarono rifugio in Spagna, Portogallo, Francia e Britannia, ma anche in Egitto e addirittura in America centrale (Maya). Secondo Cayce, previdenti ed evoluti com'erano, gli Atlantidi superstiti portarono con se degli archivi che sistemarono presso i luoghi in cui trovarono rifugio. Uno di questi (sarebbero tre) si troverebbe sotto le zampe anteriori della Sfinge di Giza, recenti studi sismografici, hanno si rivelato la presenza di crepe sotto le zampe, ma non delle vere e proprie stanze. Tra l'altro Cayce aveva previsto ciò per la fine dell'anno 1999. Un altro segreto archivio, sarebbe stato conservato al sicuro ad Atlantide, nella speranza di un suo risorgere dalle acque. L'ultimo archivio pare sia stato sepolto nello Yucatan, in pieno territorio Maya. Il mito di Atlantide nasce dal declino della civiltà cretese? L'idea più accettabile sul piano archeologico e se si vuole anche storico, è quella secondo la quale la mitica civiltà di Atlantide di cui parla Platone, fosse la civiltà cretese. E' storicamente accettato - ormai - che la civiltà cretese conobbe una brusca fine, quando la vicina isola Santorini nel 1400 a.C. esplose in una violenta eruzione vulcanica. In seguito a quell'eruzione si sarebbero sollevate altissime onde di maremoto sufficienti a stravolgere e distruggere le coste cretesi. Creta, privata dei suoi sbocchi sul mare sarebbe andata in rapida ed inesorabile decadenza. Se si tiene conto che cretesi ed ateniesi erano nemici, il racconto fornito da Platone potrebbe effettivamente riferirsi alla civiltà cretese, e la nascita del mito di Atlantide sarebbe solo da imputarsi a progressivi rigonfiamenti della storia per via della tradizione orale. Tuttavia, non può tacersi che Platone nei due dialoghi - Timeo e Crizia - afferma categoricamente che Atlantide sorgeva oltre le Colonne d'Ercole (Stretto di Gibilterra) e che dominava l'Europa occidentale, la Libia senza riferimento alcuno, nemmeno allusivo, a Creta. Questa teoria, quindi, sebbene probabile sul piano storico non riesce a soddisfare la sete di certezza che aleggia intorno a questo argomento. L'evidenza di ciò che è nascosto... Di sicuro sarà capitato a molti di non trovare qualcosa, girare e girare per casa, ripercorrere i luoghi o le strade passate, chiedere i giro e dannarsi di non trovarla e poi - quando non ci si spera più - ecco apparire quel qualcosa proprio davanti ai nostri occhi magari nel punto più in vista della stanza, lì proprio lì, dove era scontato che non ci fosse. Ecco è proprio una situazione simile a questa, che è alla base della sconvolgente teoria dei coniugi Flem-Ath. Secondo loro, perché cercare Atlantide in fondo al mare, perché ostinarsi a credere e ritenere che l'intero continente deve essere andato perduto? Perché non cercarlo nell'unico luogo dove si ritiene per presunzione che non possa esserci? In altre parole, come può perdersi un continente? Non è più semplice sostenere che probabilmente - in seguito allo scorrimento della crosta terrestre - un continente (patria di un'evolutissima civiltà) si sia improvvisamente trovato a fronteggiare un rapido raffreddamento del suo clima - accompagnato anche da sconvolgimenti geologici - e che abbia preferito emigrare in altre terre che avevano un clima più mite? Secondo i coniugi e gran parte degli studiosi aperti a nuove ed interessanti teorie, certamente si. Se a questa teoria uniamo gli elementi che via via, abbiamo esposto, ecco che tutto diventa più probabile. Abbiamo mappe risalenti a chissà quando che ritraggono l'Antartide sgombro dai ghiacci; il mito ricorrente in tantissime civiltà [vedi parte seconda] di un continente perduto, patria di una civiltà evoluta; prove paleontologiche dell'esistenza di un clima sostanzialmente diverso a quello che viviamo oggi; le "letture" del profeta di Atlantide [vedi parte prima] Edgar Cayce, relative all'esistenza di questo continente; le interessanti teorie di Hapgood - con la spiegazione di Einstain -, dei coniugi Flem-Ath che insieme sembrano tessere di un unico puzzle. Su queste basi, sebbene manchi la certezza, si è senz'altro tolto un po' di "limo" dal fondale melmoso su cui si adagia tutto il mito di Atlantide. Atlantide risorgerà La resurrezione di Atlantide, chiude la trattazione di tutte quelle teorie che parlano di questo continente perduto. L'idea di una rinascita dalle acque ci viene dalle "letture" di Cayce, secondo il quale tra il 1968/69 a largo di Bimini, si sarebbe avviato il processo della resurrezione di Atlantide. Nel 1968, 23 anni dopo la morte di Cayce, a largo di Bimini furono trovate delle strane rovine che appaiono essere manufatti umani, risalenti a tempi remotissimi e comunque a quando erano fuori dall'acqua. Il ritrovamento più importante riguarda il famoso Muro di Bimini (vedi foto a lato) esso si presenta: <<Come un esteso lastricato di pietre piatte rettangolari o poligonali[...]evidentemente adattate ed allineate con cura in modo da formare una disposizione che suggeriva, in modo convincente l'intervento dell'uomo>>. Queste scoperte suscitarono, all'inizio, solo reazioni negative. Poi si scoprì che questa costruzione, il cui utilizzo resta nel campo delle supposizioni, si ramificava nel fondo oceanico, svoltando e seguendo degli immaginari confini di una terra che non si quale fosse. Ma non è ancora tutto, dal 1970 circa è in atto una fitta campagna di voli ricognitivi che hanno messo in evidenza la presenza di costruzioni di foggia umana, sui fondali attorno a Cuba, Haiti e Santo Domingo. Intorno a quegli anni fu scoperto, nelle vicinanze di Andros, una sorta di muro sommerso. Identica scoperta venne effettuata presso Cay Lobos. A nord di Puerto Rico furono visti sott'acqua degli scalini scavati nella roccia continentale, che almeno da 12.000 è sotto il livello del mare. Al largo della costa dello Yucatan, è possibile scorgere dall'aria molte grandi strade che lasciano dritte il litorale e poi seguono una direzione verso il mare aperto. Sul fondale al largo della Florida si rinvenne una strada perfettamente lastricata e levigata al punto che vennero fissate delle ruote a un sottomarino, e questo percorse la strada sottomarina come fosse stato un'automobile. Adesso l'unico interrogativo che ci rimane è: la resurrezione di Atlantide sarà una resurrezione caratterizza dall'emersione del continente oppure, sarà una resurrezione morale, costituita dal recupero pressoché totale della cultura, conoscenze e storia di questa immensa civiltà? Quindi nell'attesa di risolvere quest'ennesimo enigma, non ci resta altro che preparare la mente alle nuove certezze che, forse, un giorno si potrebbero raggiungere.
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